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UNA SUITE DI PLUGIN VSTI

Autore:       Antonio Campeglia
pubblicato    domenica 24 gennaio 2010   

Fra la miriade di plug-in VST
commerciali prodotti da grandi software house estere, fa capolino uno sviluppatore italiano indipendente, Guido Scognamiglio, che mette a disposizione sul suo sito www.soundfonts.it una completa suite di plug-in VST fra virtual instruments ed effects che riproduce strumenti vintage famosissimi come un organo Hammond (ORGANized trio), un piano Rhodes (MrRay SeventyThree), un piano Wurlitzer (MrTramp), un Leslie (MrDonald) e un multieffetti (Effectizer).


Il personaggio

L’abbiamo incontrato di persona in un locale partenopeo e successivamente
siamo stati invitati nel suo studio per strappargli qualche informazione
riguardo i suoi prodotti che, secondo i nostri test, non hanno nulla da invidiare ai concorrenti più blasonati.

Antonio Campeglia: Come mai il tuo sito si intitola SoundFonts.it? C’è un nesso
fra i soundfonts e i plug-in VST?

Guido Scognamiglio: Nessun nesso, il sito porta ancora quel nome perché fu
aperto nel 2000, quando i soundfonts cominciavano a diventare famosi anche in
ambito professionale, così ebbi l’idea di creare una sorta di community volta allo scambio di soundfonts free e altre attività, ma poi col tempo la community è sparita e il sito ha mantenuto il nome solo per poterne sfruttare la popolarità. I plug-in VST sono venuti dopo.

AC: Ma il sito è interamente scritto in inglese, come mai?

GS: Perché l’affluenza maggiore viene dall’estero. Scriverlo solo in italiano sarebbe stato un grosso limite.

AC: E come ti è nata l’idea di produrre questi plug-in? Non erano già presenti
sul mercato prodotti simili prima ancora che tu ne cominciassi lo sviluppo?

GS: Sì, qualcosa c’era già, ma a me piaceva l’idea di poter creare qualcosa di mio per le mie esigenze. Così cominciai con il simulatore di Hammond, ORGANized trio, che è sempre in continuo perfezionamento.
Successivamente è nata la passione per il Rhodes, poi per il Wurlitzer…stavo pensando anche ad un Clavinet
D6 ma per quello non sono ancora pronto!

AC: E i nomi dei plugin da cosa provengono?

GS: ORGANized trio proviene da “ORGANized” che era il titolo di un vecchio disco di mio padre che ascoltavo spesso da bambino, interamente suonato con
l’Hammond da Chris Waxman; “trio” si riferisce alla struttura upper/lower/pedals.
“MrRay” in onore del grande Ray Charles…mitica la scena nel film dei Blues
Brothers in cui mostra un vecchio Suitcase 88 alla band. “MrTramp “ è ispirato
ovviamente ai SuperTramp, gruppo che ha reso famoso il piano Wurlitzer. “Mr-
Donald” in onore al genio di Don Leslie, che ha inventato lo speaker rotante.

AC: Come mai hai scelto la sintesi a modelli fisici e non campionamenti o sistemi ibridi?
GS: Per due fondamentali motivi: primo, perché spesso le librerie campionate hanno bisogno di un lettore di campioni, che comporta un costo addizionale; secondo,
perché con i modelli fisici si possono modellare i suoni a proprio piacimento,cosa impossibile da farsi con i campionamenti. E con la giusta tecnica si possono raggiungere risultati eccellenti.

AC: La tua professione è quindi quella del programmatore?

GS: Sì, ma più precisamente io programmo per il web, in particolare creo e gestisco soluzioni di commercio elettronico. La programmazione DSP è più che altro un hobby, e non sono un vero esperto.Ho cominciato a programmare sin dall’epoca
del VIC20 e ne sono sempre stato appassionato.

ORGANized trio

Passiamo ora ai test. Tutti i plug-in sono stati testati nell’ottimo EnergyXT di Jorgen Aase ( www.xt-hq.com ) su di un PC Pentium4 a 2800MHz con 1Gb di ram e una masterkeyboard midi. Il primo plugin che abbiamo provato è “ORGANized trio”, il simulatore del mitico elettrofono inventato da Laurens Hammond negli anni’30.Il primo preset riproduce il suono tipico usato dal grande Jimmy Smith, molto jazzistico, e la prima impressione è stata quella di trovarsi davanti ad un clone Hammond molto convincente. I drawbar agiscono proprio come nello strumento reale, e ad ogni “manuale” è possibile assegnare il rispettivo canale MIDI (di default,
upper sta sul canale 1, lower sul 2 e pedals sul 3) in modo da poterlo suonare
come un vero B3 se si hanno 2 master keyboards e una pedaliera midi. Sull’upper è possibile attivare la percussione, sceglierne l’armonico, il decay time e il volume. Le sei impostazioni di Chorus/Vibrato sono ben marcate e il keyclick aggiunge quell’attacco aggressivo ottimo per ritmiche e slides. Sulla sinistra dell’interfaccia c’è una sezione Overdrive, per ottenere suoni rock tipici dei Deep Purple, di Emerson Lake & Palmer, e dei grandi gruppi rock degli anni ’60 e ’70. Il simulatore di Leslie ha un suono circolare e avvolgente quando è in modalità slow, ricco ed efficace quando in modo fast; la transizione da una velocità all’altra è veramente realistica e tutti i parametri sono liberamente regolabili. Nel pannello di controllo del plugin, attivabile cliccando sul “gancio” accanto al riquadro dei controlli del Leslie, si possono
impostare alcuni importanti parametri fra cui la possibilità di invertire la risposta dei drawbars ai control change midi, cosicché i fader del nostro controller midi si muovono nella stessa direzione dei drawbars (cioè giù = volume massimo e viceversa); un altro parametro importante è la possibilità di escludere il drawbar 1’quando la percussione è attivata, proprio come capita in un vero Hammond, limitazione questa dovuta allo schema circuitale dello strumento. Infine, è possibile regolare l’attenuazione globale dei drawbars e la quantità di “leakage”, cioè il disturbo armonico presente nel generatore a ruote tonali di un organo vero.L’aspetto fondamentale di ORGANized trio è il suo carattere sonoro, che oltre ad essere dolce e aggressivo all’occorrenza, sa anche farsi notare bene quando inserito all’interno di un mix. Le possibilità di regolare la timbrica globale sono
tante e non si può rischiare di avere un suono che resta troppo “dietro”. Insomma, in questo simulatore c’è proprio tutto, anche la grafica ricorda molto la struttura elegante e professionale del mitico Hammond.

MrRay SeventyThree

Questo è un simulatore a modelli fisici del mitico piano Rhodes, precisamente
di un Mark I seventythree, quello a 73 tasti. L’autore ha preferito simulare il suono del Rhodes così come esce dal jack dello strumento, senza particolari equalizzazioni o simulazioni addizionali di speaker. Per questa ragione, è facile crearsi il proprio suono inserendo effetti esterni in cascata all’output di questo VSTi. Bisogna dire innanzitutto che per essere una simulazione a modelli fisici il risultato è davvero stupefacente: a primo impatto l’impressione è stata quella di ascoltare dei campionamenti, perché il timbro cambia leggermente da nota a nota, esattamente come in un Rhodes vero, ma l’uso della sintesi a modelli fisici abbatte il limite della dinamica che spesso impone il campionamento: qui la dinamica è totale, 127 livelli! I controlli frontali sono semplici ed essenziali e permettono di modificare leggermente il suono agendo sugli elementi meccanici del piano: MALLETS regolano la durezza dei martelletti, TINES regolano
i rumori metallici, con i comandi TONEBARS si può intervenire sui tempi di decay e di release. Un display in alto a destra indica la curva di risposta dinamica in uso, selezionabile fra Normal,Hard e Linear. La polifonia è di 32 voci, sufficiente anche per arpeggi impegnati, ma ciononostante l’uso della CPU è molto basso: sul nostro computer abbiamo registrato un picco massimo del 20% con tutte le note di polifonia impegnate. Un punto a sfavore di MrRay SeventyThree sta nella dinamica, ma forse non è colpa della simulazione ma delle master keyboards: la dinamica di un vero piano Rhodes è molto più estesa, fino al punto che colpendo un tasto con una forza eccessiva si sente il martelletto urtare sulla barra tonale senza quasi produrre alcuna nota. Purtroppo il protocollo midi è ancora a 8 bit e, per determinate applicazioni, mostra palesemente i suoi limiti.

MrDonald

La cosa simpatica di questo plugin VST è l’interfaccia: mostra l’interiore di una cassa Leslie in funzione, e gli speaker di alti e bassi ruotano in sincrono con l’effetto prodotto!Si tratta, infatti, di un omaggio a Donald Leslie, l’inventore dell’omonimo amplificatore per organo elettronico usatto tutt’ora dagli Hammondisti.Le caratteristiche e il suono sono le stesse presenti nella sezione Rotary Speaker di ORGANized trio.

CONCLUSIONI

Abbiamo fatto un tuffo nel passato, divertendoci ad ascoltare e suonare gli strumenti
più belli degli anni ’60 e ’70 sulla nostra workstation digitale. Nonostante fossimo abituati ai “grandi nomi” del software musicale, questa volta abbiamo avuto la dimostrazione che anche con molta passione e preparazione tecnica è possibile ottenere risultati degni di nota. E la soddisfazione più grossa è che si tratta di prodotti italiani! Ma la cosa che rende imbattibile questa suite è senz’ombra di dubbio il prezzo: tutti i plugin VST di casa SoundFonts.it sono distribuiti in forma Donationware, quindi se ne fate buon uso, non dimenticate di dimostrare all’autore tutta la vostra gratitudine! Sul sito troverete un pulsante PayPal col quale poter richiedere il vostro codice di registrazione personale.
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:: ANTONIO CAMPEGLIA ::

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