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MUSICDAW2 - DAW MUSICALE

Autore:       Antonio Campeglia
pubblicato    martedì 2 febbraio 2010   

Al momento dell’acquisto di un computer, oltre a tenere conto delle svariate possibilità offerte dal mercato, è molto importante valutare le proprie esigenze, comperare insomma solo ciò di cui si ha veramente bisogno. Questa non vuole essere una morale in omaggio alla parsimonia, ma una sorta di assicurazione per sopravvenute necessità future. Vi renderete presto conto che i soldi risparmiati saranno in breve tempo investiti in qualcosa dicui al momento magari non avete neppure cognizione. Ecco il bello di chi della musica fa il suo hobby o il suo mestiere: “Spesa semper certa est” , non è importante il “quid” o il quando. A parte il “filosofeggiamento” spicciolo possiamo dire che in campo musicale il concetto esposto è di ancor più difficile applicazione. Cosa ci occorre veramente? Potremmo, in mancanza di idee chiare, optare per ciò che costa di più; purtroppo non sempre la scelta del “top” dei materiali è sinonimo di massime prestazioni e affidabilità. Proprio in quest’ottica complessa, nasce, dalla costola di una delle società leader nel settore audio professionale, la Projectlead, che propone una serie di DAW professionali, progettate per un’utenza che non accetta compromessi. Le MusicDAW: Born to make music!



Prologo

Quando mi hanno affidato il test di un PC progettato per uso musicale ho accettato con gioia, in quanto sono sempre alla ricerca di apparecchi stabili e affidabili per i miei lavori musicali. Il prodotto in questione è il MusicDAW 2, un modello di fascia intermedia della serie; sono sempre dell’idea che provare il TOP di un computer, sia PC o MAC, non sia di massima utilità. Di solito “i primi della classe“ montano schede madri all’ultimo grido, processori super veloci, HD con cache sempre più alte; spesso, sia per la non testata compatibilità del chipset dell’ultima ora, sia per sgradevoli colli di bottiglia che possono crearsi tra hardware e applicazioni (dovuti spesso ad una spropositata velocità), può accadere, come dice il proverbio, che “Il troppo storpi”. Paradossalmente, il sistema anziché essere più performante, diviene un candidato ideale per i temuti ed odiati crash. Ne sa qualche cosa chi, come me, molti anni fa si affidò ciecamente ad un sistema operativo NT, carrozzato da doppio processore Pentium II. Un vero buco nell’acqua! Pagai all’epoca, tra scheda madre, doppio processore e sistema operativo originale circa 3 milioni di lire, per poi scoprire tristemente che i plugs posseduti erano solo stati adattati al nuovo sistema operativo. Addio quindi alla velocità e alle prestazioni potenzialmente offerte dal doppio processore. Comunque con il tempo tutto migliora, ormai sono sparite tantissime case produttrici “improvvisate”, sono miglioratigli standard di assemblaggio di schede madri, processori e memorie, per non parlare poi dei dischi rigidi: i 7200 giri sono all’ordine del giorno e con pochi soldi si possono ottenere prestazioni decenti per l’H.D. recording. Allora perché affidarsi a distributori come Audio Musica Recording per comprare un PC su misura? Non basterebbe semplicemente annotare la lista dei componenti e realizzare, con l’aiuto dell’amico o del negoziante, un clone in termini prestazionali? Sia il costruttore che il distributore asseriscono di “no” per due motivi: il primo è che tutti i componenti delle loro “creature” sono severamente selezionati in base ad un fattore di tolleranza, questo proprio per evitare che mentre siamo nel meglio della nostra performance musicale, il sistema “droppi” o faccia altri scherzi. Il secondo motivo è che viene messo a disposizione del cliente un ottimo e non trascurabile servizio di HELP LINE con personale qualificato, assoldato per risolvere tutti i problemi di H.D. Recording. Comunque a parte le parole e le naturali perplessità, c’è da dire che gli utilizzatori di questi sistemi sono sempre più numerosi, e che sul sito sono sempre più frequenti le testimonianze positive di personaggi “illustri” del campo. Quello che mi compete adesso è strapazzare la DAW, metterla sottosopra e constatare questa vantata ottimizzazione e stabilità. Lasceremo il MusicDAW2 sempre in tensione fino all’ultima prova, senza fargli conoscere il sollievo di uno spegnimento!

Catena audio:

Il software utilizzato per le prove è il seguente: Sonar e Cubase SX come sequencer audio e midi, Nuendo per la gestione simultanea di segnali audio e video. Le schede utilizzate sono: Rme Fireface 800, Motu 2408 MKIII e scheda acceleratrice UAD-1. Software musicali di orchestrazione: Symphonic Orchestra Platinum, Vienna Opus 1 e 2, String Essentials e Complete Classical Collection di Peter Siedlaczek.Per quanto riguarda i plugs, ho provato veramente di tutto, da quelli che simulano l’effettistica ai synths.

MusicDAW2 come si presenta:

Non ho intenzione di annoiare i lettori con una descrizione maniacale dei componenti, tuttavia la mia natura “smanettona” mi impone di dare una sbirciatina all’interno, operazione necessaria per formulare personali considerazioni. Il “case” è verticale, in lega di alluminio, ha un aspetto professionale molto curato e ricercato, dà l’impressione di avere sotto le mani un oggetto quasi indistruttibile. La pesantezza e lo spessore dei materiali ci preserva da rumori ed interferenze, sicuramente una garanzia per chi lavora molte ore e registra segnali esterni. Su di esso sono montati degli appariscenti misuratori di tensione. In alto troviamo il tasto di accensione e reset “R”, comodissimi per chi, come me, dopo lunghe ore di lavoro da seduto, non vuole neppure abbassarsi per spegnere il sistema. Troviamo inoltre 2 USB,l’ingresso e l’uscita della scheda audio, opportunamente disabilitata e una porta firewire400. Apriamo il case e vediamo come si presenta: il sistema è composto da una scheda madre Intel modello Desktop Board D945PSN, che ha dalla sua parte il requisito della affidabilità, poco predisposta ad overclocking. La scheda supportata fino a 4 giga di memoria. Il Processoreè un Intel Pentium 4 a 3.4 Ghz dotato di 2Mb cache, la velocità di bus effettivo dell’architettura è 800 MHz. Il sistema non è un dual core ma è pienamente supportata la tecnologia EMT64 BIT (istruzioni a 64 Bit), scelta sicuramente dettata da una precisa scelta di mercato che posso condividere. La memoria è costituita da 4 moduli da 512Mb DDR II VDATA 533 MHz per un totale di 2Gb di RAM, realizzate dalla Vdata. L’output video è affidato ad una scheda PCI EXPRESS ATI RADEON X 300 SE da 128Mb che supporta doppio monitor (dual head). I dischi rigidi sono due: uno di sistema da 160Gb e uno da 300Gb, entrambi Maxtor S-ATA da 7200 RPM. Il layout del circuito è molto ordinato, non ci sono cavi volanti, o attaccati con il nastro adesivo, i connettori hanno colore diverso a secondo del circuito che vanno ad alimentare. Il dissipatore principale è un Thermaltake con tecnologia Heatpipe che garantisce un miglior raffreddamento con il minor rumore possibile. La grande base in rame ottimizza il trasferimento di calore non solo per la CPU ma anche per il raffreddamento dei mosfet, delle RAM e del chipset , sono presenti poi altre 2 ventole professionali silenziate per il case. Ho apprezzato molto la scelta di un buon alimentatore ATX silenziato LC6420 420W 120mm GOLD, lo uso da tempo sul mio computer e le mie orecchie hanno trovato finalmente un pò di tranquillità. Una particolarità: la macchina ha una tastiera con cavo della Itek dotata di comandi vocali che supporta fino a 12 funzioni vocali programmabili,ma se la scheda audio è disattivata di “default” come possiamo usare questi comandi vocali? Dobbiamo collegarla alla scheda opzionale che utilizzeremo per le nostre sessioni di registrazioni? Concludiamo il quadro delle dotazioni con una porta Firewire 400 ed un masterizzatore DVD.

Come ho effettuato le prove:

Il computer viene fornito con il sistema operativo WINDOWS XP Professional Service Pack 1. Il software a corredo consiste solo in un “benchmark”, non ci sono antivirus o altri programmi. Ho controllato minuziosamente se il tutto fosse stato ottimizzato per evitare qualsiasi collo di bottiglia. In verità ho trovato un sistema operativo non perfettamente configurato per una DAW e ho prontamente consigliato alla casa distributrice le opportune modifiche.


Test orchestrale:

Per effettuare il test orchestrale abbiamo utilizzato un vero "spaccaossa" per qualsiasi computer, vale a dire Quantum Leap Symphonic Orchestra Platinum. Come sequencer è stato utilizzato Sonar ed abbiamo caricato 4 istanze di Native Instruments Kontakt importando un completo setup orchestrale, per un solo microfono. Nella Platinum i campioni sono a 24 bit e questo naturalmente finisce per appesantire il carico su memoria e CPU, proprio per il maggior flusso di dati caricati in tempo reale. Siamo stati in grado di gestire ed arrangiare un brano orchestrale abbastanza complesso, con momenti di "tutti" (per i non addetti, sono quelle fasi delle partiture orchestrali, in cui viene fatta suonare la quasi totalità degli strumenti contemporaneamente). La performance è stata generalmente buona anche se in alcune parti, inevitabilmente, il livello di utilizzo della CPU è salito considerevolmente; il sistema non ha accusato “dropouts” al primo caricamento (si tratta del momento più duro, in quanto il sistema carica in memoria i campioni che servono per l'esecuzione), ed ha offerto una prestazione di tutto rilievo alla seconda esecuzione. L’unico problema è stato riscontrato quando abbiamo creato una sezione orchestrale con più strumenti virtuali, nello specifico Vienna e Platinum: il carico del sistema era troppo alto e gli HD risultavano pieni.



Test Synth:

Abbiamo avuto dei problemi per l’installazione di alcuni software in quanto la nostra DAW essendo priva di modem, non rispondeva ai requisiti richiesti dalmeccanismo del KEY response. Per il test synth abbiamo utilizzato uno dei nostri beniamini, il Linplug Octopus, synth ibrido "a matrice" dalla voce straordinaria e, di tanto in tanto, un po' pesantuccio sulla CPU. Il sistema ha resistito ad oltre 10 istanze del synth in questione; anche in questo caso possiamo dire che le performance sono state soddisfacenti. Abbiamo utilizzato sia presets "leggeri" (con un ridotto numero digeneratori ed oscillatori) sia presets più impegnativi, dotati di arpeggiatore. In tutte le istanze, la sezione di effetti interni di Octopus era attiva.


Test Synth + effetti:

Questa volta la prova ha interessato sia la sessione creata con Symphonic Orchestra Platinum, sia quella creata con Linplug Octopus. Anche qui il criterio è stato quello di utilizzare effettistica abbastanza impegnativa per il processore. Abbiamo optato per un riverbero a convoluzione, il Voxengo Pristine space (www.voxengo.com), in cui abbiamo caricato un doppio file wave di impulsi (uno per il canale destro ed uno per il sinistro) dalla libreria “Samplicity” (www.samplicity.com). Il sistema si è dimostrato abbastanza stabile, anche se la CPU ha risentito della mole di lavoro nei momenti in cui il carico di Virtual instruments ed effetti era al massimo. Sebbene siano stati avvertiti alcuni “clicks”, l’esecuzione è comunque andata avanti. Di seguito, per un test estremo, abbiamo utilizzato il mastering plugin L3 della Waves, ed ecco le prime reali difficoltà (in verità attese): il “plugin” regala un pesante fardello al computer. Complessivamente però la stabilità non ha tradito. Abbiamo terminato le prove utilizzando schede con dsp dedicati:la scheda UAD-1 della Universal Audio e la scheda APA 32 versione base; sostituendo gli effetti VST con quelli generati dalle schede, la nostra sessione non ha avuto nessun problema, anzi sembra avere guadagnato in gestione e sonorità.



Test Video + VST:

Credo che questa sia una delle prove più difficili da realizzare. Normalmente si pensa al computer solo come strumento di gestione audio e midi, ma è innegabile, specie negli ultimi tempi, che il mercato pretenda dai Pc sempre più efficaci funzionalità di sincronizzazione audio - video. Naturalmente per questo tipo di attività si prediligono DAW più performanti, corredati da schede video studiate per gestione dei segnali in modo che la sincronizzazione audio –video non venga compromessa. Al Conservatorio insegno ai miei alunni i rudimenti per la sonorizzazione di spot pubblicitari, documentari e cartoni animati. Per questa prova mi sono avvalso di alcuni lavori da loro svolti durante l’anno. Ho collegato due monitor alla MusicDAW2 ed ho caricato alcune sessioni di video e musica: tenendo il video a schermo piccolo su uno dei due monitor non ho notato nessun rallentamento. Il problema si è posto quando ho iniziato a sostituire i plugs originari nella composizione. Di solito, per risparmiare risorse,consiglio agli alunni l’utilizzo di plugs leggeri, almeno inizialmente per stendere le idee: Symphonic Orchestral Silver,Philarmoniks Miroslav, Garritan, FM7, Kompakt, X-treme Fx, ecc. Per il test ho provato a sostituire le sezioni orchestrali con Symphonic Orchestral Gold, senza utilizzatare volontariamente né Vienna né Symphonic Platinum , essendo consapevole della loro avidità di risorse; ho settato l’immagine a tutto schermo sul secondo monitor e il computer ha miseramente ceduto: il sistema non ha retto, non ha creshato, ma ha iniziato a perdere la sincronizzazione, a rallentare in maniera casuale. Il problema permaneva anche eliminando un monitor e facendo lavorare il tutto su uno schermo da 17”. Questo non deve essere considerato un dramma, sappiamo bene che se si vuole lavorare senza intoppi integrando video e audio, bisogna ricorrere a macchine più performanti, dalle prestazioni superiori a quelle offerte dalla nostra DAW; ciò non toglie la possibilità di un compromesso: lavorare con VSTi più leggeri, oppure con poche tracce alla volta e renderizzandole o “freezandole” ogni qual volta il computer inizi a “singhiozzare”, ma soprattutto non esigere troppo video da una DAW progettata per l’audio.



Test Audio:

Per i test audio mi sono avvalso di due schede: la Motu 2408 MKIII e la RME Fireface 800. Le due schede hanno lavorato in tempi diversi, sempre sotto sforzo intenso. Sono riuscito ad aprire in registrazione fino a 36 sessioni separate, per un tempo pari a circa 60 minuti; non ho riscontrato alcun problema di drop, lavorando a 16 bit 44.100 Khz e senza utilizzare alcun multieffetto virtuale. Ho anche provato a mixare il tutto internamente utilizzando stavolta, per la sezione effetti, gli ottimi riverberi a convoluzione della scheda APA 32.Per il resto dell’effettistica ho utilizzato la sempre affascinante, ovviamente opzionale, UAD-1.


Conclusione:

Durante le prove la DAW ha dimostrato un riscaldamento contenuto e un’ottima silenziosità, fattori rilevanti per un sistema dedicato a registrazioni e missaggi. Sono proprio il Design, la silenziosità e la stabilità, gli elementi fondamentali e vincenti di questa macchina. Il sistema vince, perché è un prodotto curato in ogni dettaglio a partire dal suo case, elegante, robusto e silenzioso, fino alle impostazionisoftware per velocizzare le prestazioni di sistema, anche se, come ho detto in precedenza, ho trovato qualche “defaillance” nelle impostazioni di default. Ho gradito il sistema degli sportellini che permettono il montaggio di periferiche interne senza dover togliere le alette frontali. La macchina internamente è elegantee ben ordinata. Avrei preferito 2 HD da 300 GB e un lettore DVD aggiuntivo. Non c’è il modem, strumento utile per chi ha necessità di scaricare aggiornamenti software o attivare il KEY response dei programmi; ricordiamoci ogni tanto che siamo nell’era dell’informatica e che alcuni prodotti possono essere acquistati solo mediante download dal Web. Sarebbe stato sicuramente gradito includere nella dotazione software della macchina un programma di masterizzazione. Buoni infine i termini di garanzia offerti dalla casa, 2 anni con intervento On center. Il mio consiglio per gli acquirenti è quello di richiedere direttamente alla società il montaggio della scheda audio e la conseguente ottimizzazione di tutto il software musicale. Non dimentichiamo inoltre che è sempre un buon biglietto da visita avere in studio strumenti con un design elegante e dall’aspetto professionale. Oltre a soddisfare questi requisiti la nostra MusicDAW2 offre anche una eccellente affidabilità, quel “valore aggiunto” che a rigore è richiesto sia per lavori di lungo periodo che per le idee ispirate di carattere “estemporaneo”.
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:: ANTONIO CAMPEGLIA ::

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