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NATIVE ISTRUMENTS – MASCHINE VERS. 1.5

Autore:       Paolo DJ Fresella Colacicco
pubblicato    giovedì 24 giugno 2010   

Questa sarà più una pagina tratta dal diario delle proprie impressioni, che un articolo tecnico vero e proprio. In realtà nelle mie produzioni, ho sempre ed esclusivamente preferito utilizzare drum machine, controller midi e macchinari MPC AKAI che integrati al PC con i vari DAW davano il risultato che tutti conosciamo. La Native Instruments casa tedesca nata nel 1995 già leader nel settore per la produzione di svariati software dopo aver deciso di produrre e integrare l’hardware con il software al fine di facilitare la vita di dj e produttori senza spegnere la creatività, lancia un nuovo prodotto tutto in 32 x 29 cm. Maschine.
Prima Impressione:
La prima cosa che ho notato, appena rimosso l’involucro è lo chassis rigido e compatto, protetto ulteriormente da un frontalino di alluminio ,41 tasti,16 pads resistenti e knobs gommati (Fig 1). Nella confezione in dotazione oltre al dvd del software di gestione , il classico cavo usb per la connessione della periferica, manuali nelle lingue europee (manca l’italiano) e simpatici adesivi dei vari loghi.

Il Controller:
Il Maschine è da considerarsi sia una drum machine che un controller midi, tutto in un’unica interfaccia molto intuitiva, a patto che venga collegata ad un computer. I comandi sono molto compatti ,16 pads dinamici retroilluminati sensibili alla velocity e all’aftertouch, con doppio display(Fig 2) ad alta risoluzione e 11 encoders rotativi per la gestione delle varie funzioni. C’è una sezione master per il controllo immediato di volume, tempo e swing. 8 gruppi per la gestione dei pads e sezione trasport per il controllo del progetto. Collegando l’interfaccia il dispaly semi illuminato ci consiglia di eseguire il software in dotazione o se volessimo utilizzare quest’ultima come controller midi (Fig.3) di eseguire la pressione dei tasti shift+control(Fig 4). Sul retro del controller sono disponibili, una porta usb 2.0 che alimenta e gestisce l’intera periferica, due porte midi IN/OUT e la predisposizione per il Kensington® Lock in modo da proteggerlo da male intenzionati durante le nostre session live(Fig5).
Software di gestione:
Il software della maschine gira su sistemi operativi Microsoft XP,Vista e Windows 7 , e Mac OS X.
L’istallazione del software non è durata molto considerando che nella versione che ho provato hanno notevolmente incrementato la già ricca libreria in dotazione nella versione precedente ben 6 GB di samples e loop di vario genere . Gli utilizzatori dei programmi Ableton mi daranno fortemente ragione perché ad un primo utilizzo la GUI del software in dotazione ricorda vagamente quella di Ableton live(Fig 6). Per chi ha un livello minimo di pratica con questi software posso affermare che è tutto intuitivo e molto semplice ,infatti il Machine usa il concetto della programmazione a pattern, che da la possibilità di creare song “scene” concatenandole e arrangiandole al volo .Il controller si interfaccia perfettamente con il programma Maschine, non ho toccato quasi mai il mouse , tutto è consultabile sui due ampi display , ed è possibile sfogliare e navigare nella libreria dei campioni, modificare ,tagliare, splittare l’onda dei samples tutto in maniera precisa e non distruttiva utilizzando gli encoders rotativi del resto molto precisi. Ovviamente vi starete chiedendo se è possibile integrare tutto nelle varie DAW e sequencer di altre case? Certamente, dopo aver creato un progetto potrete esportate tutti file midi con un semplice drag & drop sulla DAW che vi compete e inoltre voglio ricordare che potete aprire il Maschine come plugin VST, AU, RTAS. Il Maschine inoltre consente di campionare usando la vostra interfaccia audio, con funzioni di re-sampling interno.
Libreria di suoni:
Come già anticipato la libreria messa a disposizione dalla Native è veramente vasta, cliccando sul tasto “Lib” si accede ad oltre 6 GB di campioni e tutti i suoni sono stati divisi per categorie ( Banca, Tipo e Sottotipo) quindi se cerchi una cassa dell 808 o un rullante del 909 in pochi secondi riesci a cambiare suono restringendo la ricerca per sottocategorie, la stessa cosa vale anche per i loops, grooves o i singoli samples contenuti nella libreria,che spaziano dal genere Rock, Club e Downbeat al Electro, Urban e Dance di ottima qualità con ritmi e stesure che non sanno di già sentito. Se invece volessimo utilizzare i nostri preziosi samples custodidi gelosamente nel nostro Hard disk cliccando su “Disk” possiamo utilizzare rapidamente i wave o mp3 integrandoli nel progetto , inoltre è possibile in questa versione del Maschine importare i programmi già esistenti dalle macchine Akai MPC 500,1000,2000(XL),2500,3000,4000.

Perché utilizzarlo:
Sicuramente il Maschine con il suo software farà la gioia di tutti i produttori, artisti e/o amanti semplicemente delle drum machine , per la sua totale integrazione con le DAW, io personalmete dopo aver creato le scene e quindi i vari pattern ho esportato in preproduzione con un semplice drug & drop tutte le singole tracce direttamente nel mio Cubase 5 e devo dire che è davvero fantastico. La qualità del software è davvero professionale e suona bene, personalmente ho voluto mettere alla prova esportando i file con un sample rate di 48000 Khz e credetemi è tutto perfetto. Penso che i beatmaker del genere hip hop /electro dovrebbero pensare seriamente di provare a fare questa esperienza, è uno strumento completo come un vero MPC , quando ho provato a tagliare un paio di samples a volo sono rimasto affascinato dalla semplicità con la quale premendo un paio di comandi sono riuscito a splittare sui pad l’intera waveform (Fig.7) senza stressarmi nel riassegnare le singole slice ai pads. Molte volte sia per problemi tecnici , sia per la complessità delle macchine e dei software si tende ad avere un calo della creatività. Con il Maschine è tutt’altro.
Cosa manca:
Ho contattato il collega Naro dei Silicon Dust, che ha provato il maschine per produzioni differenti dalle mie e quindi di diverse esigenze, notando la mancanza di un arpeggiatore vero e proprio,in pratica la funzione Note Repeat non assolve il compito utilissimo di rendere dal vivo un arpeggio, quindi potrebbero inserire una funzione che ti permette di arpeggiare anche l’accordo che crei su una tastiera esterna. Ovviamente la funzione di arpeggiatore è utile quando puoi impostare l’accordo da arpeggiare come pattern ed ovviamente la cosa può essere vista come funzione fx sulla singola traccia sound o direttamente sul gruppo. Un’altra cosa che manca è una fluidità di passaggio da un progetto all’altro, potrebbero ridurre le code di suoni che mastica e pasticcia quando si trova in fase di caricamento del progetto successivo, oppure le code di effetti o di note ultime suonate con dinamiche improvvisamente inaspettate, almeno una funzione di Freeze o Bridge che ti permette di fare un passaggio non brusco.
Pro:
Ha una struttura robusta e compatta.
Semplice ottima disposizione dei controlli.
Mouse-less/screen-less.
Intuitiva con un software ben concepito e una libreria di 6GB in dotazione.
Tanti filtri, effetti e modulatori per Pad.
Possibilità di annullare le registrazioni una nota alla volta.
Una drum machine, compatta leggera da portarsi dietro per eventuali session live.
Può essere utilizzata anche come controller midi.
Tutto si illumina, anche l’occhio vuole la sua parte.

Contro:
Momentaneamente in questa versione, il metronomo non si può indirizzare ad un uscita specifica, non è possibile regolare il livello di quest’ultimo.
Necessita di un PC o di un MAC per farla funzionare.
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:: ANTONIO CAMPEGLIA ::

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